Women’s Competition Network: si è svolto a Firenze il primo incontro italiano del Gruppo internazionale Women’s Competition Network.

Diane Wood, Chief Judge of the United States Court of Appeal for the Seventh Circuit, e Gabriella Muscolo, Componente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, hanno parlato di fronte ad oltre 80 delegate.

Si è svolto ieri giovedì 13 ottobre a Firenze, in occasione della conferenza annuale antitrust dell’International Bar Association, il primo incontro italiano del gruppo internazionale Women’s Competition Network (WCN).

L’incontro in Italia è stato organizzato e sponsorizzato da Silvia D’Alberti, partner dello Studio Gattai Minoli Agostinelli & Partners, Sabrina Borocci, partner dello studio Hogan Lovells e Barbara Veronese, partner di CEG.

All’incontro erano presenti Diane Wood, Chief Judge of the United States Court of Appeal for the Seventh Circuit, e Gabriella Muscolo componente dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato. Diane Wood è una delle personalità più importanti nel diritto antitrust statunitense ed è stata insignita dal Dipartimento di Giustizia Americano in quanto prima donna a ricevere lo Sherman Award. Gabriella Muscolo vanta una lunga carriera in magistratura. E’ stata giudice della sezione specializzata per la proprietà industriale e intellettuale e del Tribunale dell’impresa di Roma e ha una pluriennale esperienza nei settori del diritto industriale, della concorrenza e del consumatore.

Women’s Competition Network è una rete internazionale di donne che aggrega professioniste attive nel settore dell’antitrust. Fondato nel 2008, WCN conta attualmente 2.000 donne iscritte che ricoprono ruoli senior in dipartimenti legali di grandi società, in studi legali, società di consulenza, istituzioni accademiche e autorità specializzate in diritto della concorrenza in tutto il mondo.

L’evento vuole contribuire allo sviluppo di una cultura della concorrenza e alla crescita dei talenti femminili nella vita economica e professionale italiana. Entrambi questi elementi possono favorire un miglioramento e una maggiore competitività per la nostra economia, che pur vantando un grande potenziale innovativo, da decenni mostra limiti strutturali che non  permettono uno sviluppo al passo con gli altri paesi occidentali.